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Un grattacielo a propria immagine e somiglianza

Al SESV - Spazio Espositivo di Santa Verdiana - della facolta di Architettura di Firenze sono esposti per una settimana i plastici dei del Laboratorio di Tecnologia dell'Architettura del prof Carlo Terpolilli. Il tema del corso, e quindi della mostra, è il progetto di un grattacielo, pensato e progettato come infrastruttura:
1 - Le cui caratteristiche dimensionali coincidono, in altezza ( in scala 1:100) con quelle di ciascun studente;
2 - Il lato di base con il proprio IMC ( Indice di Massa Corporea);
3 - Il carattere dell'edificio che riflette i tratti essenziali del proprio carattere.
Carlo Terpolilli è uno dei membri di Ipostudio Architetti Associati, studio impegnato principalmente nella progettazione di complessi residenziali per la terza età. Figura carismatica, infonde agli allievi del suo corso una forte carica emotiva nell'approccio all'architettura che non deve mai perdere di vista la realtà della costruzione - la sua possibile realizzabilità - gli aspetti costruttivi, strutturali ed economici connessi, senza mai intralciare o impoverire lo slancio inventivo degli studenti. Non mortificare quindi l'invenzione, l'estro, ma educarlo alle leggi della costruzione, alle leggi proprie dell'architettura. All'interno del laboratorio si respira un'aria di celata competizione che indubbiamente spreme le capacità e le risorse - non da ultimo economiche e di tempo - degli studenti, il che porta alla realizzazione di un prodotto positivo nella sua valutatazione globale. L'insieme dei progetti del tema "un grattacielo a propria immagine e somiglianza" ne è un esempio valutando che si tratta di lavori di studenti al secondo anno della laurea quinquennale.
Particolarità del tema era il rapporto con la propria stazza fisica - altezza e massa corporea - che dava la dimensione al progetto stesso. E il carattere del grattacielo, il Progetto architettonico come 'rispecchiamento'. Si vuole indagare la dimensione auto-referenziale nel progetto architettonico come dimensione poetica, come elemento di variabilità e di diversificazione all'interno della struttura urbana.
Il grattacielo, con la sua 'testa tra le nuvole e i piedi per terra', racconta nella sua semplicità ciò che sta alla base di ogni processo di progettazione: la ricerca di una sintesi dialettica tra principio ideale e principio di realtà. [...] Il grattacielo: un tema archetipo della edificazione - la torre di Babele! -, edificare come elevare, come sfida alla gravità e sberleffo agli dei - questa 'idea di grattare, di fare il solletico al cielo' - come senso di onnipotenza e di potere e nello stesso tempo come più forte radicamento alla terra, uso delle migliori tecnologie e di sistemi costruttivi innovativi.
La dimensione auto-referenziale introdotta nel tema del laboratorio trova un altro principio generale essenziale: il 'principio di piacere' che nell'interazione con il principio ideale e il principio di realtà costituiscono i vertici di un circuito dinamico alla base dei processi di progettazione.
La dimensione soggettiva, la scrittura poetica, il linguaggio, quanto di noi, della nostra volontà di espressione, della nostra idendità è presente nel progetto di architettura? [Carlo Terpolilli]
