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001 Information Tecnology - Roosegaarde Istallations
La diffusione del digitale, la presenza della tecnologia in ogni gesto della vita quotidiana costringe a porsi domande che sfiorano i temi profondi della nostra stessa esistenza. Sono le domande della nostra contemporaneità, che riguardano il nostro modo di essere nel presente e i desideri e le aspettative che stiamo costruendo per il nostro futuro. I dubbi e le pulsioni profonde, l'insofferenza e l'impulso ad agire costituiscono un terreno emotivo fertile di sperimentazione, che trova nella piccola scala, in una dimensione più raccolta, prossima al corpo, un occasione fattibile di verifica, osservazione ed espressione. [...] Dal design all'allestimento fino all'istallazione artistica, in una condizione di vicinanza, di compresenza percepibile di realtà materiale e immateriale, è affrontata la duplice necessità di un nuovo punto di vista concettuale, mentale, sull'esistente, come di una nuova connotazione per il nostro corpo nello spazio. Sperimentando la ricettività di contesti interattivi, parti assopite della sensibilità corporea vengono attivate. La sensitività ritrovata spinge ad agire e scegliere, per modificare il proprio intorno seguendo i desideri più che i bisogni, e affermare le diverse soggettività. [da Arie Italiane, testo di Italia Rossi]
Vi presento in questo post tre lavori di Daan Roosegaarde, giovane scultore e architetto olandese. Ha da poco inaugurato lo studio Roosegaarde, uno spazio di progettazione e creazione di sculture ed architetture interattivi ad alta tecnologia. Esplora da sempre la relazione dinamica tra uomo, architettura e nuovi media. progetta e realizza sculture in cui tecnologia e corpo umano entrano in collisione. Questa interazione genera una condizione di estrema vicinanza tra pubblico e spazio. che tendono ad immergersi l'uno nell'altro. I video sono accompagnati da uno stralcio dell'intervista che Silvia Scaravaggi ha rivolto all'autore delle istallazioni, utile strumetno per comprendere i principi che stanno alla base di questi lavori. Consiglio vivamente di visitare il sito di Roosegaarde, ben strutturato, interattivo e graficamente accattivante.
Liquid 2.0_Interactive Animal
...Dare arte per me è come avere un sapore in bocca di cui non conosci gli ingredienti. A partire da questa sensazione ho iniziato ad esplorare: leggere, scrivere, viaggiare, parlare... per trovare i giusti ingredienti. Ho capito che la cosa più importante per me era il processo creativo, con tutte le sue dinamiche, il disegno e la costruzione. La scultura statica è come vento chiuso in una bottiglia: non è più vento. Cosi ho inziato a lavorare sull'idea che il visitatore dovesse essere parte integrante dell'installazione in tempo reale. La tecnologia è diventata presto una necessità. Non sono quella che si potrebbe definire una persona tecnologica, ma fu in conseguenza di questa scoperta che lo divenni. [...] Sono realmente interessato all'aspetto umano della ricerca: l'architettura, la tecnologia mi interessano perchè sono strettamente connesse agli aspetti generativi e sensibili della realtà.
[...] Liquid Construction è una serie di sculture interattive che reagiscono al suono e al movimento del visitatore. Qui l'ingrediente principale è proprio l'interazione umana. E sono acnhe connesse l'una all'altra dal loro nome, che si riferisce sempre a qualcosa di fisico - la natura - e di virtuale - l'upgrade -.
Wind 3.0_Interactive Fibers
4D-Pixel è un interfaccia uomo-macchina che reagisce al rumore, alla voce come un display 4d, ma può anche generare caratteri. Liquid 2.0 è un coccon interattivo che si attiva con il suono e con le emozioni, cambiando toni, luminosità e dimensione a seconda dell'intensità delle sensazioni umane. E' un animale interattivo.
[...] Quello che interessa a me è far nascere una relazione, costruire a più livelli un dialogo, un equilibrio tra la scultura e l'uomo. Appunto per quello che dicevo all'inizio: non è la tecnologia, ma lo spazio personale e umano di intervento ad attrarmi. Quando scegliamo e quando seguiamo solamente quello che già è presente? il visitatore già intuitivamente si confronta con questa questione interagnedo con l'opera d'arte.
[...] Il lavoro reagisce al suono e al movimento. In accordo con questi 'input', il software regola e innesca diversi atteggiamenti; ad esempio se chi interagisce si muove con passo frenetico, lo stesso farà la scultura. Nel contempo, il lavoro sviluppa una propria personale attività che seduce lo spettatore e lo chiama a partecipare. C'è chi si ferma un secondo, un minuto, dieci minuti: a ognuno corrisponde una diversa risposta. Se batti forte le mani, otterrai un chiaro effetto; più persone che applaudono più volte noteranno che la scultura reagisce in modo diverso, perchè il software riconosce il contrasto e l'attività seriale. Altri registreranno la differenza tra l'interazione del singolo rispetto a quella di un gruppo. Ogni cosa tende a creare ambienti differenti per l'esplorazione umana. L'interazione con il pubblico è per me l'aspetto più entusiasmante della ricerca. C'è una parte rigida, formata dai materiali e dall'architettura, e una parte flessibile: il 'software' e il comportamento dell'uomo. L'istante in cui questi due aspetti si incontrano rappresenta il punto di progresso. L'ingrediente principale è l'interazione: c'è un attimo particolare in cui il visitatore si avvicina all'opera d'arte e si rende conto che la realtà del lavoro si sintonizza con il suo modo di porsi. Non osserva più ma partecipa.
Dune4.0_Interactive Landscape
Con un'installazione come Dune 4.0 si va un passo oltre: il visitatore diventa un performer, nel senso che l'audience diviene un elemento essenziale dell'idendità del lavoro. Tutto accade in un ambiente super-naturale: camminare attraverso un corridoio in cui la tecnologia collima con il corpo che vi si trova, come un estensione reale sulla sua pelle - come un' 'Alice nel paese delle tecno-meraviglie' -. Nel contemporaneo il mondo fisico e quello virtuale sono sempre più vicini: scompariranno le affissioni pubblicitarie, e le informazioni che vorremmo saranno trasmesse attraverso mezzi tecnologici, collegati sempre più intimamente al nostro corpo e alle nostre esigenze. In questo senso, le mie sculture sono come un secondo livello di esperienza personale e di informazione, che si sovrapppone all'architettura esistente; un interfaccia dinamica. Il presente è relativo.
