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postato da MoffaLuigi
venerdì, 27 aprile 2007

   La relatività dei materiali - Kengo Kuma  

Perché voglio sminuzzare i materiali e ridurli in frammenti minuti? Perché voglio scomporre la pietra, il bambù e la carta giapponese in particelle simili a lamelle? Perché voglio praticare in tutti i materiali un'infinità di fori?
Se sbriciolo i materiali e li suddivido in frammenti non è perché li odio, né perché trovo sgradevoli le loro qualità tattili; è, anzi, proprio per la ragione contraria: perché li amo. Se non li scomponiamo, non possiamo apprez- zarli in quanto materiali, né cogliere la loro vitalità.
Per quanto ricche siano le qualità tattili dei materiali, se appaiono come masse singole non li sento vividi, perché non cambiano espressione. Quando sono totalmente ridotti in particelle, i materiali diventano effimeri, come arcobaleni. Talvolta si presentano in modo definito come oggetti ma basta un momentaneo cambiamento di luce, o lo spostamento dell'osservatore, perché si disperdano immediatamente come le nuvole e si dissolvano come foschia. Le lamelle che sembravano formare un muro diventano all'improvviso traspa- renti e scompaiono. Questa transi- torietà e fragilità è la loro essenza più intima.
[...] I materiali sono fragili ed effimeri, e i loro veri attributi emergono solo quando vegono frazionati. Una volta ridotti in particelle, cioè, essi diventano ingredienti in attesa di un'azione da parte dell'architetto. Non sono un risultato ma ingredienti dell'azione.
I materiali non possono avere dimen- sioni né eccessive né trascurabili. Se hanno dimensioni eccessive, diventano massa; se vengono ridotti in particelle troppo piccole, queste, una volta raggruppate insieme, tornano ad apparire come una massa unica; dunque perdono la loro transitorietà e cessano di essere ingredienti. Per questa ragione, occorre riflettere attentamente sulla dimensione delle particelle.
La loro dimensione deve essere determinata tenendo conto della distanza che intercorre tra esse e l'osservatore, della dimensione relativa delle altre particelle e della cornice visiva. Il fulcro centrale dei miei progetti è la scelta delle particelle e la definizione della loro dimensione e dei loro dettagli.

da 'Kengo Kuma. Opere e progetti.' A cura di Luigi Alini, Mondadori Electa

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categoria : architetti contemporanei, parola di

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