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Parola di ...
Charles Batteux
Ci lamentiamo sempre della moltitudine delle regole: esse ostacolano nello stesso modo sia l'autore che vuol comporre, sia l'amatore che vuol giudicare.
Le regole si sono moltiplicate mediante le osservazioni fatte sulle opere; esse devono semplificarsi riconducendo queste stesse osservazioni a dei prìncipi comuni. Imitiamo i veri fisici che accumulano esperienze e poi fondano su queste un sistema che le riconduce ad un principio.
Siamo molto ricchi di osservazioni: è un patrimonio che si è ingrandito di giorno in giorno, dalla nascita delle arti fino a noi. Ma questo patrimonio cosi ricco ci ostacola più che servirci. Si legge, si studia, si vuol sapere: tutto sfugge, perchè ci troviamo dinanzi a un numero infinito di parti che, non essendo in alcun modo legate tra loro, costituiscono una massa informe, piuttosto che un corpo regolare.
Tutte le regole sono rami che provengono da uno stesso tronco. Se risalissimo alla loro origine, scopriremmo un principio abbastanza semplice per essere colto con immediatezza, e abbastanza ampio per assorbire tutte le piccole regole particolari, che è sufficiente conoscere mediante il sentimento e la cui teoria non fa altro che turbare lo spirito, senza illuminarlo. Questo principio fisserebbe immediatamente i veri geni e li libererebbe da mille inutili scrupoli per sottometterli a una sola legge sovrana che, una volta ben compresa, sarebbe il fondamento, il compendio e la spiegazione di tutte le altre.
[Da: Le Belle Arti ricondotte ad un unico principio, di Charles Batteux, Parigi 1746]
Ugo Foscolo Questa università (come saranno, pur troppo, tutte le università della terra!) è per lo più composta di professori orgogliosi e nemici fra loro, e di scolari dissipatissimi. Sai tu perchè fra la turba de' dotti gli uomini sommi son cosi rari? Quello istinto ispirato dall'alto che costituisce il G
[Da: Ultime lettere di Jacopo Ortis, edizione definitiva 1817]
