TEMPLATE 04.THE PIANO Author: Pannasmontata You can contact me on: http://www.pannasmontata-templates.net Please don't remove CREDITS. -->
002 Laboratorio Italia - Nuovo Complesso Universitario Roma Tre

Raffinato ed elegante, il Nuovo Complesso Universitario Roma Tre progettato dallo studio SPSK+ si inserisce nel saturo tessuto urbano romano, qualificando un area che, degradata dalla presenza di un edificio scolastico dismesso e fatiscente, riconquista la potenziale vocazione di perno, di cerniera del lotto, fondendo il carattere essenzialmente didattico e introspettivo proprio della tipologia scolastica con l'aggiunta di spazi e servizi pubblici messi a disposizione della cittadinanza.
Motivi di ordine economico - 1350 euro/mq il costo proposto a base d'asta - hanno veicolato l'intero iter progettuale determinando tanto le soluzioni morfo-tipologiche quanto l'immagine dell'edificio. Nel rigoroso rispetto delle esigenze funzionali del programma, il complesso è scandito dalla tripartizione degli edifici che lo compongono, organicamente collegati tra di loro, ognuno dei quali si configura in maniera autonoma sia volumentricamente che funzionalmente:
- l'attività didattica si svolge all'interno del blocco delle aule e della biblioteca, fulcro del progetto, edificio planimetricamente preponderante;
- l'attività di ricerca è concentrata in un edificio a stecca, che occupa la parte terminale del lotto e che contiene le aule-laboratorio e gli studi;
- mentre un terzo volume dalla pianta irregolare, posizionato in punta alla lunga stecca ad arginare e ricompattare la violenta spinta che questa promana e culminante nella plastica scala esterna, simbolo urbano dominante, ospita i servizi generali, la caffetteria e lo spazio espositivo, all'interno dei quali si svolge la delicata interazione tra residenti e studenti della Facoltà di Economia.


Se l'edificio destinato agli spazi della ricerca si confronta direttamente con il contesto residenziale circostante, assumendo carattere di autonoma definizione spaziale in un vivace e dialettico confronto con l'ambiente urbano in cui si inserisce, la limitata altezza del nucleo centrale destinato alla didattica correva il rischio di essere letteralmente schiacciato dallo skyline del quartiere. Nasce quindi la necessità di caratterizzarne morfologicamente la copertura optando per una superficie curva che solidamente infissa sul suolo nella parte tergale, avvolge docilmente l'intero volume sino a librarsi nell'agile aggetto del prospetto anteriore che chiude su se stesso l'edificio. L'impatto percettivo prevalentemente dall'alto che si ha della copertura da parte dei residenti dell'area giustifica e avvalora una scelta compositiva forte, determinante l'immagine dell'edificio, e che sancisce quel felice connubio che lega nel progetto scelte squisitamente estetico-architettoniche (seppur geometricamente non del tutto originale, vedi il confronto con la copertura dei Nuovi uffici di TiFS Ingegneria progettati dallo Studio Architetto Mar) con le esigenze di alta rappresentatività dell'intervento, sempre nell'ottica di una buona e funzionale architettura a basso costo.

001 - Laboratorio Italia - Holland VS Italy
Nel folto gruppo di nomi che affollano lo scenario architettonico italiano contem- poraneo, iniziamo ad estrarne i primi, cogliendo l'occasione di una mostra inaugurata ieri a Roma dal titolo Holland- Italy.
I giovani cinque gruppi che nel- l'occasione rappresentano l'Italia sono: Beniamino Servino, gruppo A12, Baukuh, IAN+, Dogma.
[Continua a leggere...]
000 - Laboratorio Italia
E' da tempo che riflettevo sulla possibilità/necessità di aprire una rubrica su CaffèArchitettura esplicitamente dedicata all'architettura italiana contemporanea. Riflettere sullo stato di salute di una produzione in bilico tra le facili, esaltanti, temporanee, illusioni di stati di grazia e l'opposta, scura vena di pessimismo che pervade la critica contemporanea non appena si confronta la banalità delle proposte italiane con i più virtuosi e appariscenti progetti internazionali, credo sia un atto dovuto all'interno di un blog coscientemente aperto alle proposte che giungono oltre confine ma che contemporaneamente fin ora non ha mai nascosto, seppur con le dovute riserve, un apprezzamento del tutto sincero e motivato all'impegno progettuale ed ai risultati raggiunti dagli architetti italiani.
Una rubrica presuppone un impegno serio, concreto e costante nel tempo, ed è con questo spirito che in Laboratorio Italia - titolo preso a prestito dalla rivista d'Architettura a sottolineare da un lato la validità della linea editoriale intrapresa dalla giovane rivista, e dall'altro l'affinità che lega le due iniziative - desidero osservare e seguire, in misura certamente non disinteressata, architetti ed architettura italiana che, per motivi da definire di volta in volta attraverso l'affinamento di appropriati strumenti di valutazione, merita l'attenzione all'interno di un limbo vivacemente brulicante entro cui annaspano i giovani studi di architettura in Italia.
La questione degli strumenti di analisi certamente non è secondaria. Anzitutto bisogna stabilire in che modo analizzare l'architettura contemporanea italiana. Se si giudica con la mente infatuata dalla fascinosa produzione internazionale, è fuor dubbio che il ritardo e la debolezza dei progetti nostrani sminuisce lo sforzo della ricerca nazionale fino al limite della banalità con cui non pochi tentano di emulare senza alcuno sforzo critico e concettuale 'le nobili gesta dello Star Sistem'. In questo modo lo stato depressivo è immanente. Se si esamina lo stato dell'architettura italiana consci dello scenario economico e politico, sociale e culturale - da sempre inestricabilmente legato ai destini dell'architettura di ogni luogo ed epoca - che regolano e governano lo scenario nazionale, ci si rende conto della vitalità e validità di linee di ricerca che, seppur faticosamente, emergono nel tempo.
Un simile approccio non equivale matematicamente a rinchiudersi entro i confini nazionali, in un fortino inespugnabile ed autosufficiente. Gli apporti esterni sono certamente salutari quando vengono criticamente vagliati. Semplicemente adattarli riconduce il problema alla serie di compromessi che inevitabilmente si devono accettare. E il genio umano può fare a meno dei compromessi.